L’amore, per Milano, ai tempi del coronavirus

Milano risorgerà dalle ceneri del Coronavirus? Molti ne sono convinti e prima tra tutte Fiorella Palmieri, milanese di adozione innamorata della città, autrice di ” IO NO”, uscito a dicembre 2019 edito da Oedipus Edizioni.  È lei che ha inviato una lettera accorata a Milano da pubblicare sul nostro sito:
Ciao Milano,
Quando sono arrivata qui, quasi 3 anni fa ero felice. Ti ho voluta come una mamma desidera sua figlia. Ti ho inseguita, senza nemmeno saperlo, per molto tempo prima, quando il destino ha scoperto le carte e ha iniziato a giocare. Sei diventata veramente mia un giorno di quasi primavera, quando eri incredibilmente bella, perché a renderti bella erano tutte le emozioni che in te versavo, osservando quelle strade perfette e le fronde degli alberi ad ostacolo del sole, i tavolini fuori da un bar qualunque, dove qualunque diventava perfetto. 
Eri bellissima e possente coi tuoi tramonti rossi come il fuoco, lo spirito selvaggio e autoritario che ti ostinavi a mantenere, tu sopra di tutti, mia sconosciuta città, mia da sempre. Lo eri tra i palazzi altezzosi di Corso di Porta Romana, tra la bellezza mai compresa della Torre Velasca, tra le guglie bitorzolute del Duomo che fanno capolino in fondo al Corso. Lo eri tra i palazzi di vetro di Brera, i grattacieli di Isola, i negozi festosi e omertosi di Paolo Sarpi. Eri mia in quelle zone che mi ostinavo a non voler conoscere, tra i palazzi dei signori all’Arco della Pace, le Lamborghini parcheggiate in Via Montenapoleone, le finestre ad arco bellissime di Palestro, dove due bambini ancora giocano sotto la luce soffusa di una lampada all’ombra della grande libreria di legno. Eri mia nella vecchia e nuova San Siro, la scala di quel calcio che ho venerato sin da piccola, nei musei del centro e di periferia, nei quartieri infrequentabili dove in passato ho camminato senza aver paura. Eri mia, nell’Esselunga dalle luci bianche, dagli odori buoni e i corridoi larghi, dove le signore inorgoglite riempivano i carrelli di affetti e di famiglia. Eri mia nelle birrerie della Città Universitaria e nei bar vicino alla Statale. 
E oggi?
Oggi ti stanno quasi distruggendo, vogliono strapparti i bei vestiti che con fatica hai comprato e sporcarti la faccia. Invidiosi di quello che sei diventata e ancora diventerai, vogliono frenare la tua corsa, la tua voglia di vincere su tutto, e non sanno invece che tu vincerai ancora. Vincerai perchè non si fermano i giganti, soprattutto quelli dal cuore buono. Vincerai perchè su quei vestiti hai cucito tutti i nostri desideri, li hai messi insieme e li porterai addosso per sempre. Vincerai anche stavolta, salutando tutti, quando prenderai gran velocità, e dimostrerai al mondo che non hai paura di niente e soprattutto non hai paura di perdere. 
Adesso Milano rialzati, alza la voce, fatti sentire, noi siamo con te, siamo ogni centimetro del tuo cuore, ogni bel pensiero nella tua testa, siamo con te, sopra di te e accanto a te. 
Saremo la tua forza se tu sarai la nostra. 
Forza Milano! 

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