Rapina in un ristorante del centro: due tunisini arrestati dalla Polizia di Stato
Arresto per rapina impropria in concorso: intervento notturno della Polizia di Stato dopo la chiamata al 112
Blitz notturno della Polizia di Stato in un ristorante del centro cittadino: due cittadini tunisini sono stati arrestati per rapina impropria in concorso al termine di un intervento scattato nelle prime ore della notte, grazie alla tempestiva segnalazione di una donna che ha assistito al furto.
La segnalazione al 112 e l’intervento delle volanti
Intorno alle due di notte, la Sala Operativa della Questura ha inviato le pattuglie sul posto dopo la chiamata al 112 NUE: una testimone aveva visto due uomini infrangere la vetrina e la porta d’ingresso dell’attività commerciale. All’arrivo degli agenti, uno dei sospetti ha tentato la fuga, ma è stato immediatamente bloccato; nel frattempo, le vie di fuga sono state chiuse e poco dopo è stato rintracciato anche il secondo soggetto, sorpreso mentre cercava di disfarsi della refurtiva.
Minacce alla testimone e refurtiva recuperata
La donna, visibilmente scossa, ha raccontato di essere stata minacciata dai due malviventi affinché non contattasse le forze dell’ordine. Nonostante ciò, è riuscita a chiamare il numero di emergenza. Dal sopralluogo è emerso un quadro chiaro dell’azione criminale: nei pressi dell’ingresso del ristorante è stata rinvenuta una cassaforte sradicata dal muro, con tracce di sangue, insieme ad altra refurtiva — tre tablet e varie banconote — anch’essi sporchi di sangue.
Identificazione e arresto
Condotti in Questura, i due sono stati identificati come cittadini tunisini di 42 e 29 anni, entrambi con precedenti per reati contro il patrimonio. Uno risulta richiedente asilo, l’altro irregolare sul territorio nazionale. Durante la perquisizione, uno dei due è stato trovato in possesso di una perforatrice, ritenuta utilizzata per il furto e anch’essa con tracce ematiche.
Rito direttissimo
Conclusi gli atti di polizia giudiziaria, i due uomini sono stati arrestati e trattenuti nelle camere di sicurezza della Questura, in attesa della celebrazione del rito direttissimo.
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