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Bologna, machete nello zaino a scuola: paura all’Itis Giordano Bruno di Budrio, studente denunciato

Budrio, machete nello zaino a scuola: carabinieri all’Itis Giordano Bruno, studente denunciato

Momenti di forte tensione ieri mattina, venerdì 23 gennaio, all’Itis Giordano Bruno di Budrio, nella sede di via 1 Maggio. Poco prima delle 12.45, a ridosso della conclusione delle lezioni, una docente ha notato la presenza di una lunga lama che spuntava dallo zaino di uno studente. Un oggetto che, una volta meglio osservato, è stato identificato come un machete, facendo immediatamente scattare le procedure di sicurezza e la richiesta di intervento alle forze dell’ordine.

L’intervento immediato dei carabinieri

La segnalazione al numero unico di emergenza 112 ha portato in pochi minuti all’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri dalla vicina stazione di via Partengo. I militari hanno messo in sicurezza l’area, identificato lo studente e proceduto ai controlli necessari. L’arma da taglio è stata rinvenuta all’interno dello zaino, nascosta tra i libri di scuola, e immediatamente sequestrata per evitare qualsiasi rischio per studenti e personale scolastico.

Lo studente accompagnato in caserma e denunciato

Il ragazzo, un cittadino italiano nato nel 2011, è stato accompagnato in caserma per le procedure di rito e successivamente riaffidato ai genitori. Nei suoi confronti è scattata la denuncia per porto di armi o oggetti atti ad offendere, come previsto dalla normativa vigente. Al momento, secondo quanto emerso, il giovane non avrebbe fornito alcuna spiegazione sulle ragioni che lo hanno spinto a portare con sé un machete all’interno dell’istituto scolastico.

La posizione al vaglio della Procura per i minorenni

La vicenda è ora all’attenzione della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni, che valuterà la posizione del ragazzo e gli eventuali sviluppi giudiziari. L’episodio ha suscitato forte preoccupazione nella comunità scolastica e tra le famiglie, anche se dalla dirigenza dell’istituto è arrivato un messaggio rassicurante sulla gestione dell’emergenza e sulla tempestività dell’intervento, che ha evitato conseguenze più gravi.

Un episodio che riaccende l’allarme sicurezza nelle scuole

Quanto accaduto a Budrio richiama alla memoria tragici fatti di cronaca recenti, come l’uccisione dello studente Youssef Abanoub a La Spezia, colpito mortalmente da un coetaneo con un’arma da taglio, e il caso di uno studente in Friuli Venezia Giulia trovato in classe con un coltello di quindici centimetri. Episodi che stanno alimentando un dibattito sempre più acceso sul tema della sicurezza negli istituti scolastici italiani.

Il dibattito sui metal detector e le parole del ministro

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare della possibile introduzione di metal detector nelle scuole considerate a maggiore rischio. Sul tema è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, sottolineando la necessità di valutare soluzioni mirate, in accordo con prefetti e autorità locali, per prevenire episodi di questo tipo e garantire un ambiente scolastico sicuro.

I dati preoccupanti sul porto di armi improprie tra i minori

A rendere il quadro ancora più allarmante sono i dati diffusi da Save the Children, che evidenziano un aumento significativo dei minori segnalati per porto di armi improprie. Dal 2019 al 2024 i casi sono passati da 778 a 1.946, mentre solo nel primo semestre del 2025 si contano già oltre mille segnalazioni. Numeri che raccontano una tendenza in crescita e che pongono interrogativi urgenti sul disagio giovanile e sulla prevenzione all’interno delle scuole.

Una mattinata che lascia il segno

L’episodio dell’Itis Giordano Bruno di Budrio si è concluso senza feriti, ma lascia dietro di sé un clima di inquietudine e la consapevolezza di quanto sia fondamentale mantenere alta l’attenzione sul tema della sicurezza. Un fatto che riaccende il confronto tra istituzioni, famiglie e mondo della scuola, chiamati a trovare risposte efficaci per tutelare studenti e personale scolastico.

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