Bari, case di comunità e condomini sociali per rimediare alla povertà abitativa

Online l'avviso per individuare strutture e soggetti

Bari, case di comunità e condomini sociali per rimediare alla povertà abitativa.

L’assessora al Welfare Francesca Bottalico rende noto che è online da questa mattina, sul sito istituzionale del Comune di Bari, sezione Bandi e Concorsi / Altri Avvisi, a questo link, la nuova procedura relativa all’“Accordo di collaborazione per la definizione e la gestione dei servizi di minima accoglienza a bassa soglia – Case di Comunità – Vulnerabili”.
Grazie al precedente bando, ormai in scadenza, il Comune di Bari ha acquisito in convenzione, all’interno di alloggi gestiti da enti del terzo settore e dal mondo del volontariato, 72 posti letto da destinare a cittadini italiani e persone comunitarie ed extracomunitarie, a nuclei familiari anche con minori, che versano in condizioni di grave vulnerabilità (cittadini italiani o stranieri, anziani in povertà estrema e/o affetti da problematiche sanitarie, dipendenze patologiche, disagio psicologico, psichiatrico, ecc., nuclei familiari con disabili, che rendono inidonea l’accoglienza sia negli ordinari servizi comunali a bassa soglia senza, di converso, che vi siano i presupposti per l’ospedalizzazione o l’ingresso in strutture residenziali socio sanitarie) attraverso la sperimentazione di modelli di co-housing.
“Con la pubblicazione di questo nuovo bando – sottolinea l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – confermiamo l’efficacia del modello organizzativo di co-housing che vede pubblico e privato collaborare per realizzare azioni sociali innovative secondo il principio di sussidiarietà orizzontale, attraverso l’implementazione di condomini sociali per cittadini con diverse vulnerabilità o affetti da disagio psico sociale, in dimissione da istituti ospedalieri, con lievi disabilità o anziani soli e fragili.
Il nostro obiettivo, come noto, è quello di offrire accoglienza ma specialmente promuovere forme di autonomia e, per quanto possibile, accompagnare l’integrazione e l’inclusione sociale di chi presenta particolari fragilità o che non ha i requisiti necessari per accedere a strutture residenziali socio-sanitarie o ospedali pur in presenza di alcune patologie.
Ricordo infatti che all’interno delle strutture, differenziate in base all’organizzazione e al numero dei posti, gli utenti, compatibilmente con le condizioni di ciascuno, sono tenuti al rispetto di un regolamento condiviso e alla collaborazione per l’igiene e la cura degli spazi comuni per il pranzo e il tempo libero e vengono seguiti da un team di gestione composto non solo da operatori sociali ma anche da operatori socio sanitari”.
Ad esito dell’avviso saranno stilati due elenchi distinti, costituiti da enti disponibili a convenzionarsi con il Comune di Bari che possano offrire:

  1. Elenco A – “Social Hub di comunità”: alloggi con una capienza massima di 60 posti letto per un servizio di accoglienza residenziale a bassa intensità assistenziale, parzialmente autogestita in favore soggetti vulnerabili. L’alloggio dovrà funzionare 24 ore al giorno per 7 giorni settimanali, prevedendo, in considerazione della forte vulnerabilità degli utenti e della loro difficoltà a inserirsi in percorsi lavorativi, la somministrazione dei pasti principali, valorizzando il coinvolgimento e la collaborazione degli utenti, ove possibile;
  2. Elenco B – Case sociali” e/o “Condomini sociali”: unità abitative con una capienza minima di 6 posti letto o pluralità di unità abitative autonome per un servizio di accoglienza residenziale rivolto prioritariamente a nuclei familiari con presenza di soggetti vulnerabili, inseriti in progetti di piccole dimensioni al fine di condividere percorsi individualizzati volti a favorire l’acquisizione di strumenti per l’autonomia. L’alloggio dovrà funzionare 24 ore al giorno per 7 giorni settimanali, prevedendo, in considerazione della vulnerabilità degli utenti non in grado di inserirsi almeno temporaneamente in percorsi di inclusione lavorativa, la fornitura di generi alimentari per garantire la consumazione dei pasti principali e, comunque valorizzando, ove possibile, il coinvolgimento e la collaborazione degli utenti.

Gli immobili in questione dovranno essere situati in città o nel territorio della Città metropolitana di Bari, possedere impianti (elettrico, idrico, igienico sanitario, termico etc.) a norma, essere dotati di riscaldamento (centralizzato o autonomo), non richiedere opere di manutenzione straordinaria ostative all’immediato utilizzo, essere privi di barriere architettoniche e avere un numero di servizi igienici e docce, attrezzati anche per la non autosufficienza, adeguati al numero di persone che si intendono ospitare.
Inoltre, dovranno disporre di spazi comuni per la coabitazione (compresa la consumazione dei pasti), disporre di spazi adeguati per assicurare la socializzazione tra gli ospiti e di un locale cucina, anche condiviso tra unità abitative, avere un locale/deposito per gli effetti personali degli utenti e prevedere un dispensario medico.
Gli enti interessati a partecipare alla procedura dovranno dichiarare a quale elenco intendono accreditarsi e presentare una proposta progettuale che descriva le modalità con cui intendono avviare il progetto e le risorse – strumentali e umane – che intendono utilizzare, allegando anche un piano dei costi e ricavi relativo all’intera durata del progetto. Le strutture indicate dovranno essere pronte a fornire l’accoglienza entro 30 giorni dalla data di approvazione dell’elenco dei partner convenzionati.
Terminata la fase della co-progettazione, verrà redatto un apposito accordo di collaborazione, da stipularsi in forma di convenzione, che avrà durata annuale eventualmente rinnovabile.
Gli enti attualmente in convenzione in base al precedente avviso pubblico, dovranno presentare una nuova domanda secondo il modello di “conferma di iscrizione” allegato all’avviso (All.C), confermando il numero di posti già convenzionati e indicando la specifica tipologia di elenco (A, B) per cui chiedono il rinnovo.
L’ente gestore del servizio sperimentale “Case di Comunità – Vulnerabili” dovrà operare in rete con i servizi sociali del territorio e con tutti i servizi pubblici e privati attivi per il contrasto alla grave emarginazione adulta, e in particolare interfacciarsi con i servizi sanitari, considerato il particolare target di utenza vulnerabile.
A fronte delle prestazioni rese, l’amministrazione riconoscerà direttamente alla struttura accreditata un contributo giornaliero pari a 28 euro per ogni utente.
Sono destinatari dell’intervento:

  • anziani ultrasessantacinquenni autosufficienti o parzialmente autosufficienti, in povertà abitativa ovvero in condizione di marginalità estrema e privi di riferimenti familiari, che presentino patologie automedicali o non acute;
  • neo maggiorenni in povertà abitativa ovvero in condizione di marginalità estrema e privi di riferimenti familiari o per i quali si reputi opportuno l’allontanamento dal nucleo familiare (ad esempio ex minori stranieri non accompagnati, ex minori fuori famiglia);
  • singoli o nuclei familiari in povertà abitativa con componenti diversamente abili o con patologie psichiatriche o con dipendenze monitorate dai competenti servizi sanitari.

Le persone non residenti nel Comune di Bari, inserite nella struttura dal servizio di Pronto Intervento Sociale, potranno essere ospitate per il periodo strettamente necessario ad attivare i servizi sociali del Comune di residenza e/o la rete parentale per la presa in carico, e comunque per un periodo non superiore a due settimane.
Compatibilmente con la condizione di vulnerabilità degli ospiti delle strutture, il modello organizzativo del servizio dovrà coinvolgere gli utenti nella gestione quotidiana della Casa di Comunità, anche attraverso turnazioni delle attività comuni; gli utenti saranno tenuti a rispettare il patto di convivenza e il regolamento interno della casa impegnando l’ente gestore ad un costante monitoraggio.
Le domande di partecipazione dovranno essere inviate esclusivamente a mezzo pec all’indirizzo [email protected] entro il 28 aprile 2022.
Eventuali chiarimenti in ordine alla procedura potranno essere inoltrati al responsabile unico del procedimento allo stesso indirizzo di posta elettronica certificata.

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