Vintage, dove vanno a finire i vestiti nei cassonetti gialli?

Milano, 10 Gennaio 2021. Chi non ha mai prestato attenzione ai numerosi cassetti gialli che colorano le città o non hanno mai portato qualche indumento raccolto in un sacchettino da buttare al loro interno? Ebbene, una volta che i capi finiscono in questi cassonetti che fine fanno? Innanzitutto tutto ciò che viene lasciato all’interno di questi cassonetti è considerato un rifiuto e non può essere riproposto se prima non viene raccolto dagli enti della Caritas, poi passare una selezione e infine igienizzato. Dopo determinate prassi vengono smistati nei vari negozi nei quali verranno rivenduti a modici prezzi. Ultimamente però ci troviamo in un periodo in cui il vintage e il second-hand stanno avendo un grande successo e sono sotto i riflettori. Questo può essere positivo per tutti gli acquirenti che decidono di fare una scelta ecologica grazie il boom informativo che vi sta dietro, ma anche negativo per tutte quelle persone che lucrano illegalmente sulla merce. E’ capitato che i vestiti usati del nostro paese e del Nord Europa – quelli che appunto vengono depositati nei cassonetti gialli, nella convinzione di fare un atto generoso per qualcuno – finiscono invece per portare benefici ai quali non abbiamo pensato, per esempio gonfiare il portafoglio della criminalità organizzata. La chiamano la mafia dei cassonetti poichè dai cassonetti gialli italiani finiscono in Tunisia e da lì sulle bancarelle dei mercati africani, attraverso un lucroso traffico gestito dalle mafie, soprattutto la camorra. Ovviamente non si sta parlando di tutte le organizzazioni, ma uno studio: Indumenti usati: come rispettare il mandato del cittadino?di Humana People to People e Occhio del Riciclone onlus, che ricostruisce tutte le fasi della filiera di riciclo degli abiti, dalla donazione al cassonetto giallo in poi dimostra che sono capitati episodi di criminalità e che non sono sempre gli enti benefici o le microimprese che poi li rivendono al dettaglio, ma a volte assistiamo a infiltrazioni mafiose e azioni illecite.

Sicuramente un atto di generosità è sempre sinonimo di bontà d’animo, va anche detto che il nostro gesto di carità a volte non aiuta i reali destinatari. Molte persone, in alternativa, si affidano ad app in cui si possono caricare i propri vestiti e consentire uno shopping a modiche cifre ed ecologico. Queste app sono Depop, Vinted, Vestiere Collective, ma anche gli Instagram e Facebook con i suoi marketplace. Anche altri siti tra cui Ebay, che stavano finendo nel dimenticatoio, ora stanno tornando in voga.

In conclusione si è sviluppata un’ottima rete di vendita e di scambio utile per il riciclo di oggetti e capi alla quale si può ricorre se non siamo sicure di donarli e decidendo ovviamente di investire un minimo di tempo.

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