L’Aquila, intervento di ricostruzione al cimitero di Arischia

Approvato il progetto definitivo da oltre un milione di euro per interventi di ricostruzione

L’Aquila, La giunta comunale dell’Aquila ha approvato il progetto definitivo di sostituzione edilizia, tramite demolizione e ricostruzione, di alcune strutture nel cimitero di Arischia. Lo rendono noto gli assessori alla Ricostruzione pubblica, il vice sindaco Raffaele Daniele, e ai servizi cimiteriali, Fabrizio Taranta.

“Grazie alla sinergia con il Settore Ricostruzione Beni Pubblici, che ringrazio per il grande supporto offertoci – sottolinea Taranta – si è riusciti a pianificare un intervento di ricostruzione che renderà di nuovo agibile, nel giro di pochi mesi, quella parte del cimitero di Arischia gravemente danneggiata dal sisma del 2009. I lavori, per una spesa complessiva di un milione e 100mila euro, trovano copertura finanziaria grazie ai fondi Cipe per l’edilizia cimiteriale delle frazioni. Il coordinamento tra il corposo lavoro portato avanti dal settore Ricostruzione pubblica e i numerosi interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria effettuati dal settore Ambiente, che gestisce anche i servizi cimiteriali, stanno consentendo di eliminare tutte quelle criticità e situazioni di degrado che negli anni si erano andate man mano accumulando. Prosegue così il nostro programma di interventi che vedrà interessati tutti i cimiteri delle frazioni, da troppi anni in attesa di essere resi di nuovo fruibili per il culto dei nostri cari defunti”.

Sotto questo aspetto il vice sindaco Daniele ha ricordato che “l’azione dell’amministrazione comunale sull’edilizia cimiteriale ha ripreso vigore negli ultimi tre anni. Non dimentichiamo che, appena un paio di mesi fa – ha proseguito – erano stati approvati progetti per 10 milioni di euro per il cimitero monumentale del capoluogo (realizzazione 2.000 loculi, riparazione e adeguamento antisismico dell’edificio monumentale situato alle spalle del monumento ai Nove Martiri, successivo intervento specifico su quest’ultimo) e per quelli di Camarda e Pianola”.


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