Cremona, il Comune di Cremona chiede un chiarimento urgente alla Regione sulle scuole

La questione riguarda le deroghe della Regione alla sospensione della didattica in presenza nelle scuole d'infanzia

Cremona, Con una lettera inviata alla Regione, il Sindaco di Cremona Gianluca Galimberti e l’Assessore all’Istruzione Maura Ruggeri chiedono di esplicitare, con una norma precisa, i criteri secondo cui sia possibile estendere la didattica in presenza nelle scuole dell’infanzia comunali, oltre a quanto già espressamente previsto nell’ordinanza regionale del 1 marzo con la quale viene sospesa l’attività didattica in presenza per tutte le scuole di ogni ordine e grado comprese le scuole dell’infanzia. Nei giorni scorsi il Comune aveva annunciato la chiusura delle scuole d’infanzia, ora questa ipotesi è l’oggetto della richiesta alla regione.

Nella lettera Sindaco e Assessore scrivono che un’estensione della didattica in presenza che vada oltre a quanto espressamente previsto dall’ordinanza regionale possa essere attuata solo in presenza di indicazioni normative precise riguardo ai criteri di ammissione in presenza.

Pertanto, relativamente alle scuole di competenza del Comune, non è possibile che applicare l’unica norma vigente in attesa di questo indispensabile chiarimento normativo. Da qui la richiesta urgente inviata alla Regione di fronte alla criticità della situazione generale che si sta verificando in città collocata in zona arancione rafforzata.

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La richieste di chiarimento, i dettagli

La questione è la didattica nelle scuole d’infanzia. Secondo il Comune, la Regione nella circolare del 1 Marzo ha sospeso la didattica per le scuole di ogni ordine e grado. Nella stessa ordinanza si fa riferimento alla possibilità di organizzare la didattica in presenza per l’inclusione degli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali, secondo quanto previsto dal decreto del Ministro dell’Istruzione n. 89 del 7 agosto 2020 e dall’ordinanza del Ministro dell’Istruzione 134 del 9 ottobre 2020, garantendo comunque il collegamento online con gli alunni della classe che sono in didattica a distanza.

Nella nota 1990 del 5 Novembre 2020 dell’allora capo dipartimento del Ministero dell’istruzione afferente al DPCM del 3 Novembre 2020 si danno indicazioni ulteriori, affinché si ponga attenzione agli alunni figli di personale sanitario direttamente impegnato nel contenimento della pandemia e anche ai figli del personale impiegato presso altri, non meglio specificati, servizi pubblici essenziali.

In una FAQ pubblicata sul sito di Regione Lombardia, aggiornata al 26 febbraio scorso, relativamente ai chiarimenti sulla sospensione dei servizi educativi e scolastici nelle zone rosse e arancione rafforzato, si fa riferimento proprio alla nota ministeriale del novembre 2020. Tale indicazione di allargamento, nella sua genericità, non è pertanto supportata da una fonte normativa certa (né la nota n 1990 né la FAQ sono infatti norma).

Questo sta inevitabilmente dando adito a interpretazioni diverse a seconda delle realtà scolastiche, rischiando di produrre disparità di trattamento rispetto alle diverse condizioni lavorative familiari e ponendo i datori di lavoro nella necessità di scegliere, in modo del tutto discrezionale, chi ammettere e chi no ad un servizio delicato e sensibile anche da un punto di vista della sicurezza sanitaria.

 


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