Cagliari, è partita l’operazione: “Poetto Pulito”

La responsabile del progetto, Elenia Carrus: "Abbiamo pensato che il lungomare potesse diventare un cantiere di lavoro ideale per persone vulnerabili"

Cagliari, L’Assessore all’Ambiente del Comune di Cagliari, Alessandro Guarracino, non è voluto mancare alla prima giornata del progetto di inclusione socio-lavorativa “Poetto Pulito” che ha preso il via oggi, martedì 16 marzo 2021.

Il tratto di spiaggia interessato dall’attività di pulizia degli otto protagonisti guidati dalla Cooperativa Sociale “Elan”, è per le prime giornate quello della zona dell’ex Ospedale Marino.

Con questo progetto, il Comune ha voluto affiancare, così come l’ATS Sardegna, la Regione Sardegna, il Ministero della Giustizia e l’Unione Europea, la Cooperativa organizzatrice che ha puntato tutto non solo sulla sostenibilità ambientale, dando vita alla pulizia del Poetto, ma anche sull’impegno civile, sul senso di comunità e di inclusione sociale.

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Protagonisti dell’iniziativa, infatti, sono otto persone in situazione di vulnerabilità e a rischio di discriminazione. Cinque di loro provengono dal servizio sanitario e potranno effettuare un tirocinio, mentre altri tre saranno impegnati nel volontariato. A loro il compito di raccogliere e diffenrenziati i rifiuti abbandonati lungo l’arenile.

“Il progetto “Poetto Pulito” ha trovato da subito il pieno appoggio dell’Amministrazione Comunale – ha commentato Alessandro Guarracino – perché è un’attività che si ripete rispetto ad altre degli anni passati. Sono coinvolti non solo il Servizio dell’Igiene del Suolo per la pulizia della spiaggia, ma anche i Servizi Sociali per il coinvolgimento delle persone fragili. L’attenzione di è concentrata sul Poetto, un sito importante dal punto di vista ambientale ma anche simbolico per Cagliari”.

Presenti alla seconda giornata di lavoro anche le due rappresentanti di “Elan”, la presidente Anna Tedde e la Responsabile del progetto “Poetto Pulito”, Elenia Carrus che hanno seguito da vicino i ragazzi impegnati nella raccolta dei rifiuti. Divisa arancione, guanti e dotati di pinza raccogli-rifiuti, gli otto protagonisti, accompagnati da una tutor, si sono subito gettati a capofitto nel loro lavoro tanto da riuscire a raccogliere due sacchi di rifiuti indifferenziati, altri due di plastica e carta, più un contenitore pieno di vetro.

“In questo progetto – ha spiegato Elenia Carrus – si incotrano due mondi, quello della Salute Mentale e quello della Giustizia Riparativa. L’idea di base è nata dalla riflessione sui benefici che si hanno nel trascorrere del tempo all’aria aperta, uniti dall’amore che nutriamo per la nostra città e per la spiaggia del Poetto. Abbiamo pensato che il lungomare potesse diventare un cantiere di lavoro ideale per persone vulnerabili che purtroppo passano gran parte del tempo chiuse in casa e da sole”.

 


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