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Truffe online e intelligenza artificiale: deepfake, falsi investimenti e lavori fantasma

Truffe online con intelligenza artificiale: come riconoscerle e difendersi dai deepfake

Le potenzialità offerte dall’intelligenza artificiale rappresentano oggi un’arma a doppio taglio. Se da un lato l’AI è un motore di innovazione e sviluppo, dall’altro costituisce un prezioso strumento nelle mani dei cybercriminali, sempre più abili nel creare truffe sofisticate e difficili da riconoscere.

Tra i fenomeni più insidiosi si stanno diffondendo le truffe basate su video deepfake, realizzati attraverso semplici software in grado di riprodurre voce e aspetto di amministratori delegati di grandi aziende, politici o personaggi pubblici molto amati. A queste figure vengono attribuite parole mai pronunciate, con l’obiettivo di promuovere presunti investimenti online caratterizzati da rendimenti elevati e apparentemente garantiti.

Il meccanismo della truffa: dalla pubblicità ingannevole alla perdita totale del denaro

Il raggiro segue uno schema ormai collaudato. Dopo aver attirato l’attenzione della vittima con video promozionali falsi e annunci sponsorizzati, i truffatori invitano a compilare un form online nel quale vengono richiesti dati personali e contatti.

Successivamente, la vittima viene contattata tramite app di messaggistica istantanea o social network da un sedicente broker, che la persuade a effettuare un primo investimento online con il versamento di una somma modesta. In questa fase iniziale vengono spesso mostrati finti guadagni, utili a rafforzare la fiducia.

Convinta della rapida crescita del rendimento, la vittima viene indotta a investire ulteriori somme. L’ultima fase della truffa è la più subdola: viene richiesto il pagamento di presunti “costi di sblocco” o commissioni per poter recuperare il capitale investito. In realtà, il denaro versato non tornerà mai nella disponibilità della vittima.

Le truffe dei “Like” e i falsi lavori online

A questo schema si collegano altre due tipologie di raggiro sempre più diffuse: la truffa dei “Like” e quella del lavoro online da casa.

Nel primo caso, alla vittima viene proposto di guadagnare mettendo semplicemente “Like” a video o film indicati dai truffatori, con un compenso iniziale anche di 1 euro per ogni interazione. Il guadagno promesso aumenta se la vittima accetta di “salire di livello”, investendo somme di denaro sempre più elevate.

Nel secondo caso, viene offerta un’attività di lavoro da remoto: al malcapitato viene chiesto di fornire l’IBAN del proprio conto corrente e la disponibilità di tempo per aiutare una presunta azienda a pagare dipendenti o fornitori. Anche qui i primi guadagni sono minimi e servono solo a creare fiducia, prima di spingere la vittima a investire denaro per aumentare i profitti, seguendo uno schema identico a quello degli investimenti fraudolenti.

Prevenzione e consapevolezza: l’unica vera difesa

L’arma più efficace per contrastare questo tipo di fenomeni criminali resta la prevenzione. È fondamentale diffidare di promesse di guadagni facili, verificare sempre le fonti e ricordare che la realtà online non è sempre quella che appare.

In un contesto digitale sempre più evoluto, la consapevolezza dell’utente rappresenta il primo e più importante baluardo contro le truffe basate sull’intelligenza artificiale.

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