Vicenza, conferenza con Agata Keran all’Istituto Missioni

Sabato 21 maggio alle 17.30, si terrà la conferenza “A cena con Gregorio. Lettura contestuale e simbolica dell'opera” all’Istituto Missioni

Vicenza, conferenza con Agata Keran all’Istituto Missioni.

Sabato 21 maggio la storica dell’arte Agata Keran terrà la conferenza “A cena con Gregorio. Lettura contestuale e simbolica dell’opera”.

L’appuntamento è alle 17.30 all’Auditorium dell’Istituto Missioni a Monte Berico (via Cialdini 2) e si inserisce nel calendario di incontri “Luci sul Veronese”, per approfondire il contesto culturale ed artistico della grande tela “Cena di san Gregorio Magno” conservata nella sala del refettorio del Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza e ora in restauro.

Agata Keran metterà in risalto una narrazione ad ampio raggio, con il desiderio di offrire elementi costitutivi e attrezzi per ricostruire l’ambiente culturale e religioso in cui ebbe luogo la genesi dell’opera, “trattato spirituale per immagini”, indirizzato in principio specificatamente alla comunità dei custodi del santuario vicentino, ossia i Servi di Maria, presenti in questo luogo dal 1435.

La conferenza sarà l’occasione per capire come nasce un’opera di tale portata e come si inserisce una simile commissione in quella che è la forma mentis di un ordine religioso che nel Cinquecento, soprattutto a Firenze presso il convento dell’Annunziata, vive un’autentica fioritura letteraria e d’arte che sollecita anche le altre realtà claustrali ad aprirsi verso le più moderne sperimentazioni espressive.

Il rapporto d’amicizia dei Servi di Maria con Giorgio Vasari e la sua reiterata considerazione di quella che può essere definita la “vocazione artistica” dell’ordine è solo uno degli indizi di una compagine in cui questo interesse non riguarda solo la qualità delle commissioni, ma anche l’impegno diretto e personale dei frati artisti.

Da ben 450 anni l’opera è custodita a Monte Berico, nello stesso ambiente per cui fu concepita, eppure si faticano a cogliere le sfumature funzionali della sua collocazione in quello che in origine era il refettorio conventuale, destinato rigorosamente ai frati.

Si può immaginare uno spazio dove il nutrimento del corpo e spirituale dei frati, attraverso la preghiera che cadenzava il consumo del cibo, trovasse un immediato confronto simbolico nel sacro convito animato dal pennello di un maestro come Paolo Veronese.

I dettagli salienti del dipinto sono davvero tanti e portano in varie direzioni, tanto che attraverso il loro racconto Agata Keran ha contribuito con 50 puntate alla rubrica #AspettandoVeronese sui social dei Musei Civici di Vicenza.

In questa conferenza, invece, la studiosa vorrà delineare una sintesi per comprendere il messaggio interiore dell’opera, profondamente intriso di spiritualità gregoriana.

Promosso dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, da Intesa Sanpaolo, che ha sostenuto il restauro, e dalla Soprintendenza archeologia, belle Arti e Paesaggio delle Province di Verona, Rovigo e Vicenza, il ciclo di incontri si concluderà venerdì 10 giugno alle Gallerie d’Italia – Palazzo Leoni Montanari, dove Giorgio Bonsanti, già ordinario di Restauro alle Università di Torino e Firenze, parlerà de “L’arte veneta nei restauri di Restituzioni”.

Ingresso libero. Saranno rispettate le normative anti-Covid.

Programma: https://www.comune.vicenza.it/vicenza/eventi/evento.php/309088

Informazioni:

www.museicivicivicenza.it

www.gallerieditalia.com, [email protected]

numero verde 800578875

Nota biografica

Storica dell’arte e appassionata divulgatrice, Agata Keran si è formata presso il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova. Ha ideato numerosi percorsi di conoscenza, espressivi ed espositivi, in collaborazione con varie istituzioni pubbliche e private del territorio nazionale.

Il suo impegno scientifico si concentra innanzitutto sulla dimensione iconologica e contestuale dell’opera d’arte, contemplata nelle molteplici sfaccettature (estetiche, materiali, storiche e simboliche), nel desiderio di cogliere il significato profondo della sua genesi. Ha pubblicato una serie di saggi che attraversano opere, temi e protagonisti dell’età moderna e contemporanea.

Da oltre un decennio collabora con la comunità berica dei Servi di Maria, dedicandosi allo studio e alla valorizzazione del patrimonio artistico custodito nel santuario mariano. In sinergia con la Biblioteca Berica e l’archivio conventuale, ha curato nel corso degli anni una lunga serie di mostre e attività culturali. È curatrice del Museo del Santuario, ubicato nella suggestiva cornice dell’antico convento.

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