Trento, il progetto “L’arte nel cuore. Nel cuore dell’arte” in favore di chi convive con la demenza

Il progetto si svilupperà nell’arco dell’estate attraverso una serie di appuntamenti progettati per questo specifico target

Trento, prende avvio nel mese di giugno L’arte nel cuore – nel cuore dell’arte, progetto sperimentale, fortemente sostenuto dal Comune di Trento, dedicato a persone con demenza e ai loro familiari che vede la collaborazione in rete fra più istituzioni museali: Museo Castello del Buonconsiglio, monumenti e collezioni provinciali, Museo Diocesano Tridentino, Ufficio Beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali, insieme al Centro diurno Alzheimer – Civica di Trento e all’associazione Alzheimer Trento.

Il progetto si svilupperà nell’arco dell’estate attraverso una serie di appuntamenti progettati per questo specifico target ed organizzati a rotazione dalle tre istituzioni museali.
Gli incontri, a partecipazione gratuita, si svolgeranno a numero chiuso, nel rispetto delle misure sanitarie vigenti e su prenotazione, telefonando al 3492135673 dalle 9 alle 18 dal lunedì al venerdì o scrivendo a [email protected]
L’arte nel cuore – nel cuore dell’arte è un progetto che si rivolge a persone con demenza e ai loro familiari, ideato per favorire l’inclusione e l’accessibilità culturale anche nell’ottica di museo dementia friendly e nella convinzione che arte e cultura possano essere una risorsa fondamentale per produrre benessere.
Per rendere i musei più inclusivi, aperti all’ascolto e alle esigenze di fasce sempre più ampie di visitatori, numerose sono le esperienze sviluppate in questi ultimi anni, a livello sia nazionale sia internazionale. Già nel 2014 in collaborazione con l’Azienda pubblica di servizi alla persona M. Grazioli di Povo è stato realizzato il pionieristico progetto T-essere memoria curato dai Servizi educativi dell’Ufficio Beni archeologici della Soprintendenza per i beni culturali della Provincia autonoma di Trento,
A questo sono seguite due iniziative formative a partire dal 2018, (INMuseo: inclusione nei musei e Alzheimer e INMuseo -Accessibilità museale per persone con demenza e chi se ne prende cura) promosse dall’Ufficio Beni archeologici in collaborazione con la sezione Trentino di Alteritas – Interazione tra i popoli e Upipa.
Gli incontri sono stati finanziati da tsm-Trentino School of Management e hanno visto la partecipazione di molte realtà museali, culturali e sociali del territorio.
È proprio in tale occasione che si sono poste le basi per l’attivazione sperimentale del progetto L’arte nel cuore – nel cuore dell’arte.
Il progetto, che si configura in una forma di ricerca-azione, ha i seguenti obiettivi:
sperimentare buone prassi condivise per garantire l’accessibilità culturale all’istituzione museale, con particolare attenzione all’inclusione di persone con demenza, a forte rischio di emarginazione ed esclusione dalle esperienze culturali e artistiche, e i loro caregivers;
contribuire a sensibilizzare la comunità di riferimento sulle patologie cognitivamente invalidanti, configurandosi come servizio attivo sul territorio;
interrogarsi e sperimentare, attraverso un lavoro condiviso di ricerca-azione, efficaci modalità e strumenti per la valutazione di programmi e attività per le persone con Alzheimer e di chi se ne prende cura;
riflettere in maniera condivisa sul ruolo delle istituzioni culturali come luoghi strategici per la costituzione di comunità sensibili e accoglienti nei confronti delle persone fragili e dei loro caregivers.
Il progetto entra a pieno titolo nella sperimentazione del progetto Spazio argento del Comune di Trento, si inserisce armonicamente nel piano sociale di comunità 2014-2024 del Territorio Val d’Adige e nel piano provinciale demenze e richiama la priorità di sostenere le famiglie nelle funzioni di cura e, in particolar modo, rafforzare le forme di sostegno alla rete familiare delle persone anziane o con autonomia ridotta.
In questo contesto il progetto sperimentale Spazio argento individua fra i suoi obiettivi la riduzione della solitudine e l’isolamento di chi fa assistenza e la proposta di risposte innovative ai bisogni dell’anziano, quale la promozione di una rete territoriale che permetta di avviare la costruzione di una comunità dementia friendly.

 


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