Spiriti ostinati: personale di Matteo Pugliese alla Malpensa

226

L’aereoporto non è solo luogo dove attendere il proprio volo, osservando ogni istante il display con le partenze e gli arrivi dei vari aeroplani, temendo sempre che l’orario possa essere posticipiato, segnando un inaugurabile ritardo: questa dimensione, che nell’immaginario collettivo è ambiente di distratto e a volte frenetico transito, può diventare occasione di contemplazione di opere artistiche, contemporanee o moderne, osservando interessanti lavori, esteticamente avvincenti, contenutisticamente interessanti, storicamente rilevanti appartenenti alla letteratura della storia dell’arte. Malpensa ha voluto inaugurare una stagione di mostre, concedendo, così, al viaggiatore la possibilità di mantenere ugugalmente l’attenzione sul display delle partenze e degli arrivi dei vari voli ma di potersi anche concedere una suggestiva occasione di distrazione, osservando le opere e i capolavori di artisti del calibro di Fausto Melotti, di Marino Marini, di Gio Ponti e del celeberrimo Giuseppe Pellizza da Volpedo, a cui la stessa SEA, che gestisce lo scalo aeroportuale, ha avuto modo di dedicare delle personali nei mesi passati. Giovedì 15 Dicembre inaugura una nuova esposizione, questa volta una personale di un autore contemporaneo, uno dei nomi più noti e rilevanti sulla scena nostrana e internazionale: Matteo Pugliese.
Malpensa aveva già ospitato alcuni colleghi di Matteo Pugliese, autori contempranei maggiormente conosciuti, nei propri spazi con delle personali: ricordiamo, a proposito la mostra di Helidon Xhixha e di Carlo Bernardini.

Giovedì 15 Dicembre alle ore 12,30, presso la Porta di Milano a Malpensa (Terminal 1), viene inaugurata “Spiriti ostinati”, la personale di Matteo Pugliese. Matteo Pugliese è uno scultore, nasce a Milano nel 1969 e si trasferisce, una volta laureatosi alla Statale di Milano in lettere moderne, per diversi anni in Sardegna: in questo periodo inizia come autodidatta a dedicarsi alla scultura e nel 2001 riesce a realizzare la sua prima personale a Milano, da lui integralmente sostenuta economicamente, seguita subito dopo da una sua personale a Brera, sempre a Milano, a Bruxelles e, negli ultimi 15 anni, in gallerie celebrrime e importanti a livello internazionale, da  Hong Kong a Londra, da New York a Bruxelles, da Anversa a Saint Moritz e l’Aja, giungendo a Lugano, a Roma e, naturalmente, a Milano. Molte fiere internazionali d’arte hanno ospitato le oepre di Matteo Pugliese, da Hong Kong Art Fair (Hong Kong) a ArtFirst (Bologna), da Miart (Milano) ad Arco (Madrid), da Fiac ( Parigi) a Art Miami (Miami) e, giungendo infine, a CI Contemporary Istanbul.

Lo stile di Matteo Pugliese è testimonianza degli anni investiti in una ricerca utile a raggiungere una sintassi estetica compositiva propria, testimonanza dell’ampia conoscenza da parte dell’autore della storia dell’arte nel suo aspetto più classico: notiamo, infatti, citazioni esecutive molto vicine per il loro impatto visivo a certe rappresentazioni rinascimentali, magari michelangiolesche, la fisicità che diventa scultorea definizione plastica di un’anatomia perfetta ed equilibrata. L’arte di Matteo Pugliese offre prova di un’incolmabile sete di ricerca e di sperimentazione, lato che rende la sua produzione originale quanto riconoscibile e punto di riferimento nella letteratura artistica contemporanea, rappresentazione di nuovi linguaggi espresse in rappresentazioni stupefacenti e non prevedibili nel loro delinearsi.

Possiamo, quindi, illustrare le opere di Matteo Pugliese che si troveranno esposte e allestite dal 15 Dicembre al 30 Marzo 2017 nel grande scalo aeroportuale di Malpensa: cinque sono i capolavori che si susseguiranno lungo la personale, organizzata in collaborazione con Imago art Gallery di Lugano. Le opere esposte riprendono lo stile tipico dell’autore, mastodontiche e monumentali, visioni plastiche marmoree nel loro concepirsi e statuarie nel loro disegnarsi all’interno di una contraddizione tra matericità e spiritualità, tra statiticità e dinamicità, tra realismo iperreale e suggestiva visione onirica, che si eleva a sintesi estetica armoniosa. Le serie che si troveranno lungo il percorso espositivo sono Extra Moenia e Custodi, rappresentative dell’apice artistico e della poetica compositiva di Matteo Pugliese. Il muro diventa parte strutturale e narrativa di molte opere presenti nella personale di Matteo Pugliese e, pertanto, nella sua produzione: abbiamo, infatti, nella serie Extra Moenia un titanico soggetto che tenta di liberarsi dalle costrizioni in cui si trova imbrigliato, quelle maglie impervie della parete, una lotta senza soluzione di sorta che vede la materia muro contrapporsi alla dinamica antomica e soggetto umano. Il concetto è espresso nella sua portata più allegorica esistenziale, ossia la costrizione della vita e la voglia di emancipazione, spesso non soddisfatta. Die Mauer è la scultura che appartiene a questa serie dalle dimensioni mastodontiche di oltre sei metri di altezza ed è stata fatta in occasione del ventennale della fine del Muro di Berlino, mentre La Spina, sempre interna alla serie, vede un soggetto umano affiorare dalla parete e che sfila dal muro una lunga spina all’altezza del cuore. In questa serie il materico prevale e prevale anche il plastico in una monumentalità tutta tangibile e in uno stile in cui si esplica con maggiore vigore l’influenza classica e rinascimentale e in cui con ancor maggiore determinazione si profila il contrasto delle varie parti frammentate di cui si compone la figura, oggetto di indagine molto moderna come espressione artistica. La visione critica esistenziale della prima serie si confronta con la visione più concreta, monumentale, per certi versi esasperata nel suo profilarsi, in quanto risultano inverosimili alcune misure anatomiche, piedi enormi, corpi esasperatamente resi potenti e sguardi decisi e volitivi, della seconda serie, Custodi. Custodi è la serie costituita da un’opera in marmo di circa 2,5 metri di altezza e da una seconda realizzata con il marmo di Carrara dal peso di oltre 2 tonnellate, e presenta una visione concettuale abbastanza inequivocabile nel suo delinearsi, un inno alla certezza e alla totale consapevolezza del vivere un’identità  senza nessun margine di dubbio.

L’inaugurazione prevista per le ore 12,30 di Spiriti ostinati vedrà la partecipazione dell’Assessore alla Cultura del Comune di Milano, Filippo Del Corno, con gli interventi di Pietro Modiano, Presidente SEA, di Chiara Gatti, Storica e critica d’arte, di Daniele Pescali, Imago Art Gallery e dello stesso autore Matteo Pugliese.

Articolo di Alessandro Rizzo


LEGGI ANCHE

 

LEGGI ANCHE

 

Commenti
Loading...