Minima Naturalia, personale di Ohya Masaaki all'Italia Theca Gallery di Milano

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Italia Theca Gallery ospita nella cornice del centocinquantesimo anniversario delle relazioni, culturale e sociale, tra Giappone e Italia, uno dei più autorevoli autori nipponici contemporanei, Ohya Masaaki in una personale che potremmo definire antologica dal titolo “Minima Naturalia”, a cura di Stefano Roberto Mazzatorta, dal 10 Novembre, vernissage alle ore 18,30, al 22 Dicembre.

La galleria vuole dare l’ultimo contributo espositivo per l’anno 2016 e lo fa rendendo omaggio a Ohya Masaaki in una mostra che già dal titolo ci colloca perfettamente e ampiamente nella dimensione poetica e contenutistica dell’artista: la natura.
La caratteristica precisa e puntuale della tecnica utilizzata da Masaaki, incisore, nasce a Zama City nel 1972, prefettura di Kanagawa in Giappone, riesce a ottenere il Master in Pittura dopo aver frequentato la Tama Art University di Tokyo e dopo aver seguito la lezione artistica e compositiva di rilevanti maestri dell’arte dell’incisione, quali il professor Yukio Fukazawa, Mayumi Morino e Tatsumasa Watanabe, si evidenzia in tutta la propria portata stilistica e di genere. La mostra vuole rappresentare i lavori e le opere più significative dell’artista, tanto da toccare non solo le sue ultime produzioni, sempre tese alla ricerca raffinata e precisa della rappresentazione della natura e dei soggetti che vivono l’ambiente, ma anche quelle più remote, al fine di dare un quadro conoscitivo completo e integrale dell’arte dio Masaaki. Ricordiamo che “Minima Naturalia” risulta essere un’esposizione in anteprima nazionale, dato che si ricorda nel 2014 un’analoga prima esposizione personale di Masaaki avvenuta a Lugano nel 2014 dal titolo “Nature Beyond Time and Space”.

L’estetica compositiva di Masaaki ci dona la plasticità e la tangibilità del punto di osservazione e di analisi della nostra piaga contemporanea, ossia l’inquinamento e il rapporto complesso e, purtroppo, spesso conflittuale tra uomo e natura, tema che ricorre in modo esemplificativo e incisivo nella serie A Thought on Observing Time After 3.11, realizzata poco dopo il tragico disastro ecologico avvenuto conseguentemente allo tsunami del 2011, travolgendo abitazioni, inetere città e una centrale nucleare in attività. Ci colpisce in questo ciclo, in cui l’autore utilizza una tecnica molto particolare, divenendo linguaggio specifico e sublime utile e funzionale a dare materica raffigurazione estetica al tema trattato, impiegando materiali quali cera d’api, legno, piombo e colofonia e ghiande, la capacità di saper dare rilevanza per lo spettatore dell’approfondimento del pensiero e del messaggio che ci induce a riflettere sul futuro rapporto tra uomo e natura, spesso drammatico e irreversibilmente disastroso. L’equilibrio tra i due soggetti risulta, così, essere fortemente precario, instabile e soprattutto vede una tendenza del primo, l’uomo, a prevaricare sul secondo, la natura, in modo incosciente e irresponsabile. Le scelte tecnico compositive di Masaaki donano una maggiore rilevanza a tale spirito concettuale di un’incisione che sobbalza nelle proprie parti costitytive, vedendo spesso l’autore districarsi con una certa abilità e capacità nell’utilizzo di più sintassi tecniche, dall’impiego dell’acquaforte all’impiego della puntasecca, come si evidenzia nella serie Permanent Power Y, così come la mezzatinta che si realizza come tecnica impiegata per la produzione di Copperplate drawing n.28 (2011), per la quale opera l’autore riceve il Premio Combat nel 2014.

Ohya Masaaki vince diversi premi tra cui ricordiamo quello conseguito alla partecipazione alla 14° Biennale Internazionale a Varna, Bulgaria (2007), quello conseguito alla 13° Biennale Internazionale di Taiwan (2008), quello conseguito alla 9° Biennale d’Arte Grafica a Uzice, Serbia (2009) e il Premio Combat, sezione grafica, a Livorno, Italia (2014). Masaaki nel 2009 viene insignito di un riconoscimento tale da aggiudicarsi la residenza d’artista per un anno presso l’Atelier Contrepoint a Parigi. Il Sakima Museum a Okinawa (Giappone), il Vilnius Graphics Centre (Lituania) e il Bronx Museum of the Arts (USA) ospitano in modo permanente alcune opere di Masaaki, che ha già avuto modo di esporre in diverse gallerie, tra Giappone ed Europa, in personali molto dettagliate.

Articolo di Alessandro Rizzo

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