Milano, Sylvia, torna in scena dall’11 al 26 maggio

Il balletto di Manuel Legris torna in scena alla Scala di Milano, in programma sette recite con grandi ritorni e debutti nei ruoli principali

Milano, Sylvia, torna in scena dall’11 al 26 maggio.

Primo felice incontro del Corpo di Ballo della Scala con Manuel Legris, che sarebbe poi divenuto il Direttore del Corpo di Ballo, Sylvia ha inaugurato la Stagione di Balletto 2019/2020 ottenendo il Premio Danza&Danza come miglior produzione classica della stagione.

Ora, a oltre due anni dal debutto scaligero, anni in cui la Compagnia ha lavorato a moltissimi progetti, l’organico si è consolidato ed è ulteriormente maturato sul piano artistico e interpretativo, tante sfide sono state superate e vinte, viene ripresa dall’11 al 26 maggio con grandi ritorni, ma anche debutti, nelle sette recite in programma.

Ispirato al dramma pastorale Aminta di Torquato Tasso, Sylvia ou la Nymphe de Diane andò in scena all’Opéra di Parigi nel 1876. Tra fasti mitologici, ninfe, satiri, pastorelli e dei dell’Olimpo, fu la straordinaria partitura di Léo Delibes a trionfare: raffinata e ricchissima nei ritmi, armonie e melodie, ebbe in Čajkovskij un convinto ammiratore.

Nel solco della tradizione francese, Manuel Legris crea nel 2018 la sua versione, dando nuova vita e nuova veste a uno dei grandi classici dell’Ottocento, con freschezza ed energia, caratteri forti e virtuosismi, esaltati dall’allestimento di Luisa Spinatelli, di grande impatto visivo.

In una trama ricca e articolata dove si intrecciano divinità e umanità, amore e fierezza, ninfe e cacciatrici, fauni e pastorelli, forze positive e negative, la freccia di Eros colpisce Sylvia, vincendo il suo rifiuto e facendola arrendere all’amore per il pastore Aminta, superate le insidie di Orione.

Un rutilante sviluppo di danze e divertissement, di virtuosismi e di momenti lirici, una grande vetrina per gli artisti scaligeri che si caleranno nuovamente, o affronteranno per la prima volta, i ruoli principali del balletto: nel ruolo di Sylvia torneranno Martina Arduino, l’11 maggio in apertura delle recite e nella prima replica del 13; Nicoletta Manni nelle recite del 21 e 24; Maria Celeste Losa il 26 maggio, mentre in debutto sarà Alice Mariani, nelle recite del 20 e 25 maggio.

Nel ruolo di Aminta si alterneranno Nicola Del Freo, Marco Agostino e, in debutto nel ruolo, Timofej Andrijashenko; in quello di Orione Christian Fagetti, Gabriele Corrado e Marco Agostino.

Eros sarà interpretato da Mattia Semperboni, Nicola Del Freo e Domenico Di Cristo, in debutto nel ruolo, mentre Diana sarà impersonata da Maria Celeste Losa, Alessandra Vassallo e per la prima volta da Caterina Bianchi.

Accanto a loro i solisti e tutto il Corpo di Ballo impegnato a impersonare satiri, sileni, driadi, naiadi cacciatrici e vestali, contadini e schiave che popolano questo mondo fantastico e avvincente, evocato musicalmente dalla splendida partitura di Delibes, eseguita dall’Orchestra del Teatro alla Scala diretta, come al debutto viennese e al debutto scaligero da Kevin Rhodes.

Sylvia ou la Nymphe de Diane andò in scena per la prima volta all’Opéra di Parigi nel 1876; Louis Mérante fu il coreografo e il balletto fu il primo ad essere rappresentato nel recente teatro dell’opera Garnier con Rita Sangalli, di formazione scaligera, prima protagonista.

La tradizione francese di questo balletto – che negli anni successivi al debutto francese venne allestito con altre coreografie in Europa e in Russia – riporta a diversi autori, che ripresero nel tempo questo balletto all’Opéra, a partire dal 1919 da Léo Staats, poi Serge Lifar nel 1941, Albert Aveline nel 1946 fino a Lycette Darsonval alla fine degli anni settanta del Novecento.

Nel solco di questa tradizione francese, Manuel Legris crea nel 2018 per il Wiener Staatsballett la sua versione rivolgendosi a questo titolo, così legato alla sua formazione e al balletto accademico, da cui attinge per riportare in vita questo balletto, ispirato da una trama intricata ma che, trattando una tematica universale come l’amore, perde qualunque rischio di stucchevolezza e va incontro al pubblico di oggi, per affascinarlo con una storia senza tempo immersa in una atmosfera fantastica.

La drammaturgia e il libretto sono stati curati da Manuel Legris e Jean-François Vazelle (da Jules Barbier e Jacques de Reinach autori del libretto originale), con moltissimi ruoli ben connotati da un linguaggio coreografico preciso e specifico, in modo da rendere assolutamente chiara e leggibile la storia e i suoi intrecci.

Anzi, il motore della vicenda, il celato amore di Diana per Endimione, viene chiarificato nel prologo, solitamente solo musicale.

Tradizione e eredità, modernizzazione e semplificazione, non falsificando né tradendo – questi i punti cardine del lavoro svolto per questa nuova Sylvia, che non ha puntato al recupero filologico ma vuole mantenere lo spirito originario, aggiungendo un tocco di freschezza, per riportare il pubblico al piacere di assistere a un balletto classico, che pur non avendo avuto la stessa fortuna e risonanza del Lago dei cigni o dello Schiaccianoci merita di avere un posto di tutto rispetto nel panorama dei classici dell’Ottocento.

Coprodotta con il Teatro alla Scala, Sylvia ha debuttato con il Corpo di Ballo scaligero nel dicembre 2019, di fatto decretando un nuovo ingresso nel repertorio della Compagnia: prima di allora Sylvia, ninfa di Diana, il pastore Aminta e le loro contrastate vicende d’amore andarono in scena alla Scala nel lontano 1894 quando Giorgio Saracco riprodusse la coreografia di Mérante con inevitabili varianti e una celebre protagonista, Carlotta Brianza; sul nostro palcoscenico fu poi il New York City Ballet a danzare nel 1953 Sylvia: Pas de Deux, passo a due dal terzo atto creato da George Balanchine nel 1950 per Maria Tallchief e André Eglevsky.

Milano, Sylvia, torna in scena dall’11 al 26 maggio

SYLVIA

Balletto in tre atti

Coreografia

Manuel Legris

da Louis Mérante e altri

Drammaturgia e libretto

Manuel Legris e Jean-François Vazelle

da Jules Barbier e barone Jacques de Reinach

Musica

Léo Delibes

Scene e costumi

Luisa Spinatelli

Assistente alle scene e costumi

Monia Torchia

Luci

Jacques Giovanangeli

Direttore

Kevin Rhodes

Corpo di Ballo e Orchestra del Teatro alla Scala

Coproduzione del Teatro alla Scala e Wiener Staatsballett

date

Mercoledì 11 maggio 2022 – ore 20 – Prima rappresentazione – Turno Prime Balletto

Venerdì 13 maggio 2022 – ore 20 – Fuori abbonamento

Venerdì 20 maggio 2022 – ore 20 – Fuori abbonamento

Sabato 21 maggio 2022 – ore 20 – Fuori abbonamento

Martedì 24 maggio – ore 20 – Turno M

Mercoledì 25 maggio 2022 – ore 20 – Invito alla Scala per giovani e anziani

Giovedì 26 maggio 2022 – ore 20 – Turno O

Prezzi

da € 10 a € 152 (inclusa prevendita)

www.teatroallascala.org

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