MILANO. “I PRERAFFAELLITI. AMORE E DESIDERIO”.

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La mostra “I Preraffaelliti. Amore e desiderio” a Milano, ospitata nelle sale di palazzo Reale e organizzata in collaborazione con la Tate Britain di Londra, presenta al grande pubblico la straordinaria esperienza artistica dei Preraffaelliti, autori di capolavori originali ed immortali che tanto devono all’ispirazione italiana.

Di grande carattere, le protagoniste dell’arte preraffaellita incarnano uno stile femminile – capelli fiammeggianti, labbra carnose, abiti morbidi, tessuti a fiori – mai superato. Una pittura non rinascimentale, ma ispirata all’autenticità dell’arte medievale praticata prima di Raffaello. E dove queste donne alte, slanciate, dal profilo romano e con rosse labbra carnose sembravano promettere una voluttà decisamente poco arrendevole.

Inserita nel contesto dell’arte del Simbolismo, la corrente dei Preraffaelliti si sviluppa in Inghilterra nella seconda metà dell’Ottocento e deve il suo nome all’interesse dei suoi esponenti nel guardare all’arte che precedeva Raffaello Sanzio, visto dai Preraffaelliti come colui che aveva rovinato l’arte prediligendo l’idealizzazione alla realtà, la bellezza alla spontaneità della Natura.

L’arte dei Preraffaelliti diventa così un tentativo di recuperare le forme più pure ed arcaiche del mondo della Natura, dell’Arte e della Vita stessa, avvolte in un’atmosfera sentimentale e nostalgica che inscrive pienamente il movimento nel decadentismo tipico della cultura ottocentesca, in cui le parole di Oscar Wilde, le sinuosità del Liberty e i grafismi di Klimt trovano un dialogo di livello europeo.

La mostra “Preraffaelliti” a Milano, con prestiti di eccezionale importanza, offre una panoramica imperdibile di questo particolare momento culturale e artistico, il cui il tono fiabesco di ispirazione dantesca si mescola con le tematiche sociali contemporanee, il cui l’attenzione al paesaggio subisce gli influssi naturalistici di Corot e dei romantici europei, in cui le nuove scoperte scientifiche e i nuovi assetti politici minano le certezze, condannando l’uomo a vivere quel senso di smarrimento e perdizione che lo porta a guardare ad un passato mitico e sognante che ispira alcuni dei maggiori capolavori dell’arte europea.

La mostra rimarrà fino al 6 ottobre 2019.
ORARI:
Lunedì: 14.30–19.30;
Martedì,
Mercoledì, venerdì e domenica: 9.30-19.30;
Giovedì e sabato: 9.30-22.30

 


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