Milano e il decennio della rinascita in mostra a Palazzo Morando di Milano

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Si apre il 10 Novembre un’ampia panoramica in una mostra, che si concluderà il 12 Febbraio 2017, curata da Stefano Galli, presente presso Palazzo Morando di Milano dedicata specificatamente alla Milano sia nel periodo, devastante e tragico, della seconda guerra mondiale, sia nel dopoguerra, momento di grande rinascita e riscceglio della città, di certo non privo di mutamenti spesso inattesi, spesso drastici a livello sociale e urbanistico. “Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” è il titolo dell’esposizione, un lungo itinerario che ci permetterà di interpretare e di venire a conoscenza di oggetti, cimeli, immagini d’epoca, fotografie e filmati oroginali utili e funzionali a inoltrarci in un’epoca passata, seppure non remota, che ha segnato gran parte la storia del capoluogo meneghino e la sua evoluzione civica e culturale.

La mostra è terza di una serie di mostre che hanno narrato Milano nei suoi luoghi e nelle sue dimensioni in diverse circostanze e in diversi periodi: si è partiti con “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” nel 2013 per giungere alla mostra “Milano tra le due guerre. Alla scoperta della città dei Navigli attraverso le fotografie di Arnaldo Chierichetti” nel 2015, sempre a Palazzo Morando.

La mostra partirà con la sezione dedicata alla lettura di Milano sotto la guerra, immagini d’epoca, cimeli e reperti bellici, ricordiamo maschere antigas agli ordigni, il paracadute “da bengala” usato per illuminare a giorno la città prima dell’attacco, quel biennio che ha visto una progressiva distruzione della città attraverso incursioni aeree e raid che hanno devastato luoghi e palazzi di grande pregio, mietuto vittime civili e distrutto strutture che erano espressione storica e culturale della città.

Non mancherà nella parte riguardante questo periodo le immagini, le fotografie e le testimonianze sui luoghi del fascismo, la presenza pesante e repressiva sanguinaria del regime: l’Albergo Diana, prima sede del comando tedesco, l’Albergo Regina, quartier generale nazista, Villa Triste, sede dove venivano perpetrate efferate torture mortali compiute dalla Banda Koch, reparto speciale della polizia della Repubblica di Salò, nei confronti degli oppositori politici e dei partigiani della Resistenza e, infine, Piazzale Loreto, teatro macabro e doloroso dell’eccidio di diversi operai e piazzale che ha segnato l’epilogo del regime fascista. La voglia di normalità e di riscatto segnano, invece, le pagine interne alla mostra che riguardano il secondo dopoguerra, partendo proprio dal video originale sul concerto tenuto da Arturo Toscanini nel Maggio 1946: un senso di liberazione e di rinascita civile si avvertiva attraverso l’impeto geniale di un grande direttore d’orchestra e compositore, lui stesso vittima della persecuzione fascista, tanto che dovette fuggire negli Stati Uniti. Il dopoguerra è anche periodo di trasformazione sociale completa e che vede attese e stili di vita nuovi e senza precedenti nel tessuto sociale della città: nascono balere e sale da ballo, crescono e fioriscono locali, ristoranti, aprono nuovi negozi di beni di consumo anche di lusso, si vedono bambini giocare con giocatrtoli prima inesistenti e si definiscono panorami sociali che prospettano sogni e e visioni totalmente differenti all’epoca precedente e ruoli sociali emancipati e liberi, così come la funzione sempre più centrale della donna.

In questro scenario non poteva rimanere indenne l’assetto urbanistico e strutturale architettonico della città, vedendo sorgere uno dei quartieri più avanzati in tema di vivibilità e di sviluppo sostenibile, il QT8 di Milano, realizzato sui progetti degli architetti Moretti, Figini, Pollini, Bottoni, Portaluppi e lo studio BBPR, mentre la telefonia incomincia ad avere una diffusione anche pubblica, vedendo la prima cabina sorgere in Piazza San Babila, così come sorge la scuola del design, strumento di educzione a forme rinnovate di comunicazione, e nel 1953 culturalmente si segna la presenza di Pablo Picasso in una mostra monografica a lui dedicata nella sala delle Cariatidi, luogo vittima di un bombardamento devastante, e in cui sarà esposta l’opera Guernica, capolavoro storico, unica volta in cui fu esposto al pubblico, e che rappresenta un messaggio cutlruale e civile unico, quale la denuncia di un passato di guerre e di conflitti.

La ricostruzione della città registra anche un abbattimento di strutture e di edifici storici per la città, sacrificati in nome dello sviluppo urbanistico e del progresso edilizio per una città in trasformazione incessante e frenetica: tra i diversi spazi ricordiamo il vecchio Palazzo Trivulzio, il Palazzo Visconti sul Naviglio, il Palazzo Pertusati Gropallo, il Teatro Manzoni di piazza S. Fedele.
Conferenze varie costelleranno l’intero calendario della mostra, così come saranno disponibili progetti didattici e un proseguimento della mostra fuori dagli spazi del centro storico in due sezioni espositive speciali in collaborazione con il Sistema Bibliotecario Milano, focus su due luoghi periferici Portello/QT8 e Gorla.

Articolo di Alessandro Rizzo


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