MENO ESTETICA, PIU’ ETICA. NON SOLO BIENNALE

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A Quarto Cagnino, antico borgo situato tra San Siro e l’ospedale San Carlo, sorge Zoia, un complesso di social housing, candidato nel 2015 tra i finalisti del premio Ugo Rivolta, che riconosce i migliori progetti di questa categoria a livello europeo.

Al di là dell’estetica dell’architettura, che richiama composizioni nord europee, la peculiarità dell’insediamento è rappresentata dalla sua vocazione sociale: quattro laboratori creativi, le Zoia Officine Creative, composti da architette, scenografe, una galleria d’arte e una liuteria, danno vita ad un progetto di accompagnamento sociale per gli abitanti ed il quartiere.

Ognuna delle Officine, oltre alla propria professione, propone attività che rappresentino una occasione quotidiana per il quartiere di creare relazioni, di esplorare e sviluppare nuove energie, sinergie e progetti: conferenze d’arte e di architettura, vernissage, laboratori creativi per bambini, corsi di yoga, corsi di liuteria, orti condominiali.
Anche il disegno urbanistico invita a questa socialità: una piazza rossa, antistante gli edifici, e un giardino nella corte interna, con giochi per i bambini e panchine, inseriti nella ricca rete di verde che caratterizza questa parte di Milano, fanno da palcoscenico a cene condominiali, concerti di musica classica e improvvisazioni al pianoforte nel laboratorio di liuteria e aperti, feste di quartiere animate dalle Officine Creative, dai commercianti e associazioni.

Non in centro, dove ogni spazio ha già una funzione definita ma in periferia, dove ancora molto è da scrivere e da inventare. Non solo estetica quindi, ma etica del fare e dell’abitare.

Articolo di Cecilia Canzian


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