Kaleido: personale di Giorgio Piccaia al MA-EC di Milano

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In attesa della mostra che si terrà presso il Wison Art Museum di Shanghai, Giorgio Piccaia espone in una propria personale, Kaleido, presso Milan Art & Events Center di Milano, Via Lupetta 3, a cura di Claudio Bonvecchio e organizzata da Peishuo Yang, patrocinio di Mediolanum Private Banking e promossa dal Consorzio di Imprese cinesi e da Golf People Magazine.

Inaugura il 4 Ottobre alle ore 18,30 presso Milan Art & Events Center, Via Lupetta 3 Milano, Kaleido la personale di Giorgio Piccaia, e sarà aperta al pubblico fino al 4 Novembre, un mese per conoscere e interpretare le opere di un artista eclettico per stile e per genere, lui pittore, scultore e autore di installazioni e di disegni su carta, figlio di Matteo, Maestro del Novecento.

Kaleidos significa bellezza nella forma, termine che deriva dal greco, kalos, bello, ed eidos, forma, ed è racchiusa in questo titolo la poetica di un’arte volta alla ricerca e a una continua tensione compositiva, unica e originale, che fa della forma, appunto, un motivo di contemplazione estetica. È la prima volta che l’autore espone a Milano prima di approdare in un museo cinese: un itinerario conoscitivo di una produzione che diventa esperienza ideale ed esistenziale in un gioco di simboli e di segni che diventano percorsi compositivi di un autore che propone un’interpretazione introspettiva e intima.

Il progetto espositivo di Giorgio Piccaia è il risultato di altrettanti progetti artistici, pittorici, illustrativi e scultorei, che si affiancano ad altre mostre e ad altre personali realizzate dall’artista.

Giorgio Piccaia frequenta il Politecnico di Milano, facoltà di Architettura e instaura un legame umano e artistico con Corrado Levi e con Grotowsky, regista e sceneggiatore teatrale: si affermerà nel mondo dell’arte negli anni 70, mentre fonderà due riviste con altri artisti, “Un’altra rosa” e Anastasia”. Giorgio Piccaia apprezza la forma nella propria essenza, giocando con figure che ora si apprestano a essere definite nello spazio, ora, invece, si affacciano in una simmetria speculare rappresentativa di una bellezza armonica quanto decisa nel suo proporsi sulla tela, limite di un campo compositivo, diventando segni cromatici di impeto estetico unici e incisivi, sicuri nel proprio evidenziarsi. La poetica di Giorgio Piccaia esprime un’interiorità sentimentale utile a esprimere una visione di colori che ci addentrano in un contesto di segni e di simboli che sono alfabeti dinamici e che si accolgono per, poi, dividersi come in un percorso esistenziale, attraverso le cromie che suggeriscono una certa profondità prospettica, ora tinte dorate e grigie, ora tinte bianche e scure, tramite una tecnica e una padronanza dei colori dell’autore, tale da accompagnare lo spettatore in un itinerario universale e particolare.

Articolo di Alesandro Rizzo


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