Capolavori dissepolti della storia Ottocentesca presso la Galleria d'Arte Moderna di Milano

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La Galleria d’Arte Moderna di Milano apre i propri depositi e presenta al pubblico in modo indeito 62 capolavori delle proprie collezioni, fatte da lasciti, da depositi e da donazioni, di un patrimonio artistico senza precedenti e custodito nelle collezioni del Museo in una mostra dal titolo “Sei stanze, una storia ottocentesca. Opere inedite dalle collezioni della GAM”, allestita presso la GAM di Milano fino al 4 settembre.

Grazie al contributo e al sostegno di UBS, partner d’eccellenza della Galleria d’Arte Moderna di Milano, e che da sempre investe sulla valorizzazione e sulla conservazione del ricco patrimonio artistico della galleria stessa, la mostra garantirà un itinerario attraverso nomi importanti dell’arte dell’Ottocento, partendo da Francesco Hayez, abbiamo tutte e tutti negli occhi la visione epica dell’intramontabile Bacio, ai fratelli Domenico e Gerolamo Induno, da Mosè Bianchi a Filippo Carcano, per giungere a Gaetano Previati e a Vittorio Corcos, dando risalto in un percorso formativo di conoscenza di grande contenuto ai generi e agli stili di un’epoca d’oro per la produzione pittorica in Italia e, in particolare modo, lombarda.

I movimenti e le correnti degli artisti, concludendo con sezioni dedicate al Realismo e al Simbolsimo, ci potranno dare chiarezza sul contesto artistico in cui gli autori proposti attraverso le loro opere si sono inseriti, esprimendo, in un’evoluzione unica, la propria poetica, lirica e tecnica in visioni estetiche e compositive senza pari, punti di riferimento, come naturale fosse, per le generazioni successive di artisti.

Sei stanze della Galleria ospiteranno le altrettanti sei sezioni in cui la mostra è suddivisa, ricoprendo i generi in cui l’arco temporale dell’Ottocento si è caratterizzato nell’ambito pittorico: si partirà con il Ritratto, quello di derivazione neoclassica, celebrativo dei grandi nomi della borghesia e dell’aristocrazia illuminata del periodo, suddiviso su due periodi, dalla Fine del Settecento ai primi periodi dell’Ottocento e i primi decenni dopo l’Unità d’Italia, in cui prevale il lato descrittivo fortemente realista, aprendo le porte all’Impressionismo, occupando le prime due sezioni. La terza sezione sarà dedicata ai Paesaggi e alle Vedute dalla seconda metà dell’Ottocento fino a giungere agli albori del Novecento, in cui prevale, quasi in una dinamica “en plein air”, la lettura dell’artista nel riproporre climi e ambientazioni naturali. La quarta sezione si baserà sulla Pittura di Genere, poco valorizzata, ma di grande importanza per l’epoca, tanto che molte opere sono state realizzate su committenza, e che rappresentano scene di vita quotidiana, popolani alle prese con i propri mestieri e lavori o borghesi in raffigurazioni domiciliari e familiari. La quinta sezione sarà dedicata, invece, alla Natura Morta, genere molto richiesto dalla borghesia nascente e in ascesa come classe produttiva in una Milano capitale del Regno Lombardo-Veneto: molte famiglie per lustro proprio o per spirito decorativo sontuoso affidavano agli artisti la commissione di realizzare lavori in cui fiori, piante, frutta venissero rappresentate in ricchi recipienti, eleganti oggetti in porcellana, in ceramica o in terracotta di uso quotidiano, nonché, spesso, accompagnati da animali domestici. Chiude la lunga rassegna di “capolavori nascosti”, oggi si può dire “dissepolti”, la sesta sezione presente nella sesta sala dedicata al Realismo Lombardo, vera e propria narrazione veritiera di scene drammatiche sociali che imperversavano ai tempi in città, e al Simbolismo, la chiave evolutiva stilistica e di contenuto che aprirà le porte alla stagione Novecentesca, in cui regole e tecniche consuete venivano riviste e superate in nome di visioni immaginifiche e di grande impatto estetico.

Articolo di Alessandro Rizzo


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