A Milano sbarca la meravigliosa mostra The Art of the Brick

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ANOTHER BRICK IN THE ART: NATHAN SAWAYA E I SUOI LEGO

Arte per bambini o divertimento per adulti? Le opere dell’americano Nathan Sawaya esposte fino al 29 gennaio 2017 presso la Fabbrica del Vapore (Via Procaccini 4) a Milano pongono questo e molti altri interrogativi. ‘The Art of The Brick’ è una mostra decisamente sui generis: oltre 100 pezzi realizzati interamente con mattoncini Lego colorati. Un’esperienza inedita sia per i più grandi, ai quali tornano alla mente i ricordi della tenera età, sia per i bambini che, in un mondo ormai straripante di strumenti tecnologici, scoprono quanto è bello fare delle costruzioni con gli storici mattoncini.

La vena artistica di Sawaya non si vede solo per gli strumenti utilizzati ma anche nei soggetti scelti per le sue opere. La mostra infatti si dimostra come un’immersione nella storia dell’arte dal momento che il visitatore può ammirare un tripudio di classicità: dal Partenone dell’acropoli ateniese alla Gioconda vinciana, all’Onda di Hokusai, icona del giapponismo, ai quadri di artisti come Van Gogh, Degas, Munch. Il tutto è stato realizzato con una quantità di mattoncini che oscilla tra qualche centinaio a diverse decine di migliaia.

Ma non di sole riproduzioni di quadri è fatta ‘The Art of the Brick’. All’interno dei 1600 mq messi a disposizione trovano posto anche riproduzioni di icone come Andy Warhol e Topolino, sculture di oggetti quotidiani come delle semplici ciabatte ma anche dinosauri come l’imponente T-Rex per arrivare a figure antropomorfe che vogliono suggerire una riflessione più profonda, volta a descrivere le problematiche del vivere quotidiano, le ansie, le paure e le gioie che si nascondono dietro agli esseri umani. Tutte le opere sono infatti accompagnate da una didascalia esplicativa scritta dallo stesso Sawaya che racconta, spesso con un pizzico di ironia, il suo approcciarsi all’arte dei Lego.

Prima di sbancare nel mondo dell’arte contemporanea infatti lo statunitense di Colville è stato avvocato da Winston&Strawn e ha mantenuto il titolo fino al 2004, anno in cui ha compiuto una delle scelte più radicali, mollando tutto per dedicarsi a tempo pieno alla carriera di artista con i mattoncini. Inutile quantificare il successo ottenuto nel Nord America dal 2007, anno della prima esposizione, ad oggi. Sawaya può vantare inoltre collaborazioni con Lady Gaga e con il rinomato fotografo Dean West. Come se non bastasse le sue opere sono comparse anche sul Red Carpet della Notte degli Oscar di quest’anno. È l’americana CNN a ‘concludere’ questa parata di successo dichiarando la mostra di Sawaya una delle 10 imperdibili al mondo.

Per quanto riguarda il capitolo Italia, la prima mostra si è vista a Roma l’anno scorso ed è approdata proprio questo mese a Milano riscontrando subito un’ottima accoglienza, grazie anche ad una serie di pezzi inediti esposti per la prima volta. La mossa di portare Sawaya in Italia, da sempre terreno fertile per le iniziative culturali e artistiche, è stata vincente. Lo dichiara Fabio Di Gioia, curatore della mostra, affermando che “il lavoro da Nathan Sawaya colpisce immediatamente. Le opere infatti sembrano tutte facilmente realizzabili […] ma in The Art of the Brick c’è soprattutto l’elemento del genio, nascosto dal divertissment, che esprime sia l’arte, reinterpretandola, sia la condizione umana”.

Sawaya si presenta così in Italia portando in spalle una cultura fatta di riflessioni sull’arte, sull’ambiente che ci circonda e sulla contemporaneità che vanno ad esprimersi con i Lego, uno dei giochi più versatili, creativi e semplici che hanno fatto la storia di generazioni intere. In questo vortice quotidiano che ormai risucchia anche le menti più giovani l’artista americano invita a fermarsi e, con un occhio, riscoprire la bellezza artistica; con l’altro, ricordarsi di quanto può essere catartico ritornare per qualche ora bambini.

Articolo di Tommaso Chiodi


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