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Tragedia a Cervinia, snowboarder muore in un canalone sotto Plan Maison: ricerche notturne e recupero del corpo

Tragedia a Breuil-Cervinia: fatale una discesa fuoripista per uno snowboarder di 34 anni, ricerche notturne rese difficili dal maltempo

Tragedia a Cervinia, snowboarder muore in un canalone sotto Plan Maison: ricerche notturne e recupero del corpo

Una giornata di sport in montagna si è trasformata in tragedia a Breuil-Cervinia, dove uno snowboarder di 34 anni, di origine moldava, ha perso la vita dopo un incidente avvenuto in un’area fuoripista. A far scattare l’allarme è stata la compagna dell’uomo che, non vedendolo rientrare alla chiusura degli impianti sciistici, ha contattato la Centrale unica del soccorso. Da quel momento sono iniziate le ricerche in un contesto ambientale reso particolarmente complesso dalle condizioni meteo avverse.

Le difficoltà dei soccorsi e l’impossibilità di volo

Le operazioni di ricerca si sono subito scontrate con il maltempo che interessava l’area, rendendo impossibile l’immediato intervento dell’elicottero, bloccato a terra sia sul versante italiano che su quello svizzero. Per questo motivo è stata attivata una squadra via terra composta da tecnici del Soccorso Alpino Valdostano e militari della Guardia di Finanza in servizio presso il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza. I soccorritori sono stati inizialmente trasportati in quota con un gatto delle nevi e successivamente si sono divisi in più unità per perlustrare l’ampia zona fuoripista.

Il ritrovamento nella notte sotto Plan Maison

Il corpo dello snowboarder è stato individuato nella notte in un canalone impervio sotto Plan Maison, nel territorio della Valtournenche, alla base di un salto di roccia. Secondo le prime ricostruzioni, l’uomo aveva preso gli impianti di risalita intorno alle 13.30, risultando poi passato dagli impianti di Cretaz-La Torrette. Dopo una prima salita avrebbe scelto un itinerario fuoripista, affrontando un pendio particolarmente ghiacciato che gli avrebbe fatto perdere il controllo dello snowboard.

La dinamica dell’incidente e le prime ipotesi

Sempre secondo quanto emerso nelle fasi iniziali delle indagini, lo snowboarder sarebbe scivolato per circa cinquanta metri lungo il pendio prima di compiere un salto di roccia di una trentina di metri, un volo che non gli avrebbe lasciato scampo. Il cellulare dell’uomo risultava irraggiungibile e l’ultima cella agganciata era quella dell’area di Malpensa, un elemento che aveva inizialmente complicato le ricerche. Solo grazie all’analisi delle telecamere e alla ricostruzione dei suoi spostamenti è stato possibile circoscrivere con precisione l’area di intervento.

Il recupero della salma e la chiusura dell’operazione

Dopo il ritrovamento, e a seguito di un parziale miglioramento delle condizioni meteo, è stato possibile l’intervento dell’elicottero con l’ausilio del verricello e di manovre di corda a terra. Il medico presente in equipaggio non ha potuto fare altro che constatare il decesso. L’operazione di soccorso si è conclusa poco dopo la mezzanotte, con il trasferimento della salma nella camera mortuaria, a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti di rito.

Accertamenti affidati alla Guardia di Finanza

Le verifiche sulla dinamica dell’incidente sono ora affidate alla Guardia di Finanza di Cervinia, che dovrà chiarire nel dettaglio le circostanze della caduta e valutare eventuali ulteriori elementi utili all’inchiesta. L’ennesimo incidente in fuoripista riaccende intanto l’attenzione sui rischi legati alla pratica degli sport invernali fuori dalle aree controllate, soprattutto in presenza di condizioni meteo e ambientali sfavorevoli.

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