Maxi traffico di droga tra Marche, Svizzera e Nord Europa: nove misure cautelari e rete criminale smantellata
Cooperazione giudiziaria internazionale: smantellata rete di narcotraffico tra Marche, Svizzera e Nord Europa
Si è conclusa una complessa e articolata attività investigativa condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona in stretta cooperazione con il Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera, nell’ambito di un modello di collaborazione giudiziaria transnazionale che ha visto il coinvolgimento dell’Eurojust e l’intervento della Procura Nazionale Antimafia. L’indagine ha permesso di disarticolare una rilevante organizzazione criminale dedita al traffico internazionale di sostanze stupefacenti e al reimpiego dei proventi illeciti, con una struttura ramificata e operativa su più Stati europei.
L’organizzazione e il radicamento sul territorio
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, la compagine criminale operava stabilmente nel territorio compreso tra il Maceratese e il Fermano, mentre i vertici dell’organizzazione risultavano stanziati nel Canton Ticino, in Svizzera. La collocazione geografica dei leader consentiva al sodalizio di coordinare le attività illecite sfruttando la dimensione transfrontaliera, rendendo più complessa l’azione di contrasto e favorendo il collegamento con i canali di approvvigionamento esteri.
Le misure cautelari e le operazioni sul campo
All’esito dell’attività investigativa, il G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Ancona – Sezione G.O.A., insieme al Servizio Centrale Investigazione sulla Criminalità Organizzata e alla Polizia Federale Svizzera, ha dato esecuzione a nove misure cautelari personali. I provvedimenti sono stati eseguiti simultaneamente in territorio nazionale, in Svizzera e in Danimarca, interessando diverse località italiane tra cui Civitanova Marche, Fermo, Porto San Giorgio, Milano, Treviso e Bari. Contestualmente sono state effettuate perquisizioni e sequestri presso le abitazioni degli indagati e all’interno di attività commerciali ritenute funzionali al riciclaggio e alla copertura delle attività illecite.
Il traffico di stupefacenti e i canali di approvvigionamento
L’organizzazione era attiva nel traffico di cocaina, marijuana e hashish, gestendo in modo strutturato le fasi di custodia, trasporto e immissione sul mercato delle sostanze. Le indagini hanno accertato che parte dell’hashish proveniva dalla Spagna, mentre la cocaina veniva reperita dal Nord Europa. Una volta acquistata, la droga veniva introdotta in Italia attraverso corrieri dedicati e destinata principalmente alla Regione Marche, dove sodali fidati curavano la distribuzione, prevalentemente all’ingrosso. Sono emersi, inoltre, elementi investigativi che fanno ritenere un’estensione dei traffici verso altre regioni italiane.
Il coordinamento investigativo e lo scambio informativo
I risultati conseguiti rappresentano il frutto di una collaborazione investigativa intensa e continuativa, sviluppata dal G.O.A. della Guardia di Finanza di Ancona, dallo S.C.I.C.O. e dalla Polizia Federale Svizzera, sotto la direzione congiunta della Procura Distrettuale di Ancona e del Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera. Attraverso contatti diretti tra le polizie giudiziarie, scambi costanti di informazioni e attività investigative coordinate su territorio italiano ed elvetico, è stato possibile ricostruire in maniera completa l’organigramma e le modalità operative della rete criminale, nonostante la sua frammentazione geografica.
Le autorità precisano che i provvedimenti cautelari sono stati emessi in una fase antecedente alla piena instaurazione del contraddittorio, che avrà luogo dinanzi al Ministero Pubblico della Confederazione Svizzera nell’ambito del relativo procedimento penale.
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