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Imprese, Fondazione Cotec: “Su fuga di cervelli Italia ha le risorse per invertire la rotta”

L’Italia è l’ottava economia mondiale e la seconda in Europa per manifattura, con un export record di 623 miliardi nel 2024 e leadership in settori come moda, design e nautica. Tuttavia, la mobilità dei profili ad alta competenza resta una criticità. Sono alcuni dei dati del rapporto “Coltivare l’eccellenza”, presentato oggi a Roma dalla Fondazione Cotec. Lo studio, realizzato in collaborazione con Philip Morris Italia, evidenzia come sia possibile invertire la fuga dei cervelli puntando su ecosistemi territoriali capaci di integrare lavoro qualificato, innovazione, servizi e qualità della vita. 

L’Italia, come emerge dal rapporto, conferma leadership consolidate in settori strategici: prima in Europa nel settore moda-lusso, seconda al mondo nel design-arredo (10% dell’export globale di mobili), prima mondiale nella nautica per yacht, seconda in Europa per macchinari e farmaceutica. L’Italia è anche il quinto Paese Ue per brevetti all’Epo e supera la media europea nell’Innovation Output Index e, sul fronte digitale, il Paese è sesto in Europa per adozione cloud nelle imprese e sopra la media Ue per infrastrutture Ict. 

Il quadro sociale, inoltre, offre fattori aggiuntivi di attrattività. Con 60 siti Unesco (primato mondiale), un’aspettativa di vita a 83,5 anni e una soddisfazione personale all’83% secondo Eurobarometro l’attrattività dell’Italia va ben oltre i puri dati economici, estendendosi ad una qualità della vita unica e apprezzata a livello internazionale. Ma il nodo resta la mobilità dei talenti. Sebbene l’Italia sia sopra la media europea nella capacità di trattenere profili specializzati, fatica ad attrarne di nuovi. Criticità strutturali emergono su formazione, stipendi e modelli organizzativi. La quota di Neet – le persone che non studiano, non lavorano e non seguono percorsi formativi – resta elevata, mentre gli investimenti in ricerca e sviluppo, pur in crescita, rimangono sotto la media Ue. Il report evidenzia tre priorità per invertire questa tendenza: aumentare la spesa in istruzione, potenziare le competenze Stem e accelerare politiche di inclusione, in particolare sull’occupazione femminile. Per Cotec, la strada è chiara: trasformare la qualità del vivere e la forza del tessuto produttivo in un ecosistema capace non solo di frenare la fuga dei cervelli ma di fare dell’Italia un polo competitivo nella geografia internazionale dei talenti.  – (Adnkronos)

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