Pescara, cittadini intenti in odierne attività rapinati all’improvviso: sottratti cellulari e denaro

Coinvolto un cittadino 21enne, autore di tre rapine aggravate in concorso nel centro città durante le ore pomeridiani e serali

Pescara, cittadini intenti in odierne attività rapinati all’improvviso: sottratti cellulari e denaro.

Nella mattinata odierna, la Squadra Mobile e l’U.P.G.S.P. della Questura hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Pescara, a carico di 3 cittadini stranieri, regolari sul territorio nazionale, che si sono resi autori di alcune rapine avvenute per strada ai danni di cittadini intenti in ordinarie attività.
Le indagini condotte dalla Squadra Mobile con l’ausilio dell’attività svolta quotidianamente dalle Volanti, hanno riguardato una serie di episodi di scippi e rapine che sarebbero state perpetrate, nelle ore pomeridiane e serali, nel centro cittadino.
In particolare, nell’ordinanza emessa dal GIP di Pescara, sulla base degli elementi forniti dagli investigatori, viene contestata ad un cittadino gambiano di 21 anni la commissione di tre rapine aggravate in concorso, volta per volta, con uno degli altri destinatari dell’odierna misura (un suo connazionale di 31 anni ed un senegalese di 33). La prima sarebbe stata commessa nel mese di novembre ai danni di una giovane coppia che aveva trascorso una serata nei locali del centro; dalle risultanze investigative, i responsabili si sarebbero introdotti nell’auto dei due giovani e li avrebbero minacciati, facendo intendere di essere armati, al punto da costringerli a prelevare una somma in contanti da un vicino ATM e consegnargliela.
Negli altri due episodi, avvenuti durante le festività natalizie, sarebbero stati assaliti e rapinati una signora in un parcheggio di un supermercato ed un giovane straniero intento a far compere in centro, ai quali sarebbero stati sottratti soldi e telefoni cellulari.
Il GIP, accogliendo la richiesta del PM titolare delle indagini, ha ritenuto fondata la probabilità che gli indagati, qualora lasciati in libertà, potessero reiterare le condotte predatorie, motivo per cui ha ritenuto la custodia in carcere come l’unica misura idonea a far fronte alle esigenze cautelari.

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